Palazzo Baronale Tozzi

il tuo evento elegante e raffinato

Un vero e proprio castello di origine normanna

Il palazzo-castello originariamente di proprietà del Signore D. Ferdinando de Capoa quarto duca di Termoli, prima di passare ai Tozzi nel 1858, è appartenuto a diverse famiglie nobili del meridione tra cui anche i Colonna e i Fieschi Ravaschieri, per poi essere frazionato tra i baroni Tozzi e il Conte Cattaneo erede della famiglia feudale del luogo. 

Il tempo sembra essersi magicamente fermato

Nonostante il Palazzo negli anni abbia subìto diverse trasformazioni, a seconda dei gusti delle famiglie nobili che vi hanno risieduto, conserva tutto il suo fascino. Finemente terrdecorato e arredato, qui il tempo sembra essersi fermato con spazi interni ed esterni molto suggestivi tra cui un ampio cortile e un esteso terrazzo scoperto, dove da un lato è possibile scorgere il vicino mare; mentre dall’altro, ad oriente, l’occhio si perde nella vallata sottostante.

Una “piccola” Reggia di Versailles che nasconde meraviglie

Lampadari, specchi, arazzi e drappi testimoniano il fascino di una ricchezza e di una nobiltà impressa in un tempo che fu e che è possibile rivivere ad occhi aperti attraversando quelle sale.

Da un antico manoscritto del 1590 si apprende che:”[…] Dicto palazzo è in forma di commoda et insespugnabile fortezza, et è posto nel luogo più sublime di dicta terra. Ha a guardia del lato che è più esposto all’assalto delli nemici, un forte castello quadrato, con contromurali a scarpa, attaccato alle mura di dicta Terra. Si entra nel palazzo con alta e ben costructa sciulia di breccioni (vale a dire rampa), dopo la quale viene il ponte levatoio che cuopre il fosso di sicurezza, che gira tutto intorno al fabbricato. Passato il ponte si trova il primo portone del cortile con sua ritirata e difesa per merli e merloni di pietra massiccia et altre opere ben munite per improvvisi assalti. Dalla corte si passa ad un secondo portone che mette nelle stanzie tutte commode e ben constructe et assai numerose” (fonte Giambattista Masciotta).

il cortile

la sala delle cerimonie

il terrazzo

il borgo di San martino